lunedì 12 marzo 2012

La "Potatura" di Venica

sabato 3 marzo 2012

DegustiBUS: La Regola

Andar per cantine senza fretta, lasciando da parte la frenesia del tran tran lavorativo di tutti i giorni (per chi oggi se lo può ancora permettere), esplorare gli scorci più suggestivi dei dolci paesaggi collinari, assaporare i frutti migliori della terra sapientemente lavorata da uomini esperti: questo è lo spirito di DegustiBUS.
Per l'esordio di questa nostra iniziativa si è scelto un'azienda pisana d'eccellenza in un territorio particolarmente vocato per l'enoglogia: il Podere La Regola di Riparbella.

Cordiale l'accoglienza del padrone di casa il dott. Luca Nuti, agronomo, che la terra la conosce e sa come farla fruttare al meglio e buona l'adesione all'iniziativa, anche se alla vigilia sembrava non si risuscisse ad entrare in cantina. Particolarmente gradita, non me ne vogliano gli altri, la partecipazione del nostro evangelista enologico, Vittorio De Santis, che ha dato il là a tutto il nostro percorso.

Ambiente fresco ed informale, direttamente in cantina, il chè ci piace assai, per l'assaggio di quattro vini tutti di ottima fattura in un crescendo continuo.

Lo STECCAIA, unico bianco del gruppo, è un vermentino fresco e profumato a cui il taglio con il souvignon blanc dona un ottimo equilibrio gustativo. L'ennesima prova, se mai ce ne fosse stato bisogno, di come questo vitigno si trovi particolarmente a suo agio in terra pisana.
Il LIGUSTRO, merlot di base immediato e beverino, è piaciuto pure a me che non sono un amante di questo tipo di uva; il VALLINO cabernet souvignon è, a mio avviso, il miglior vino dell'azienda per rapporto qualità/prezzo, profumato, non morbidissimo con tannini ancora spiccati, ottimi da abbinare al cibo giusto; difficilmente alla cieca l'avrei battezzato del 2006. Infine LA REGOLA cabernet franc elegante e raffinato.

Da invidia il fiuto de Lo Schietto che ha riconosciuto al naso un campione di vasca di syrah giovane giovane ben prima che avesse acquisito il caratteristico sentore speziato.
  
Invano abbiamo tentato di strappare l'assaggio del nuovo STRIDO, merlot che verrà presentato al prossimo Vinitaly.


Già stiamo pensando alla prossima tappa: destinazione San Gimignano. 

lunedì 20 febbraio 2012

Patrimonio mondiale enologico degli sCantinati: anteprima vernaccia 2012

La terra che circonda San Gimignano è bella e feconda e ,come l'antico borgo senese, regala emozioni che si imprimono nella memoria. Ti pervade tutti i sensi: la puoi contemplare con le sue dolci colline, la puoi ascoltare con i suoi silenzi d'altri tempi, la puoi toccare per saziare la passione che ti suscita, la puoi annusare e la puoi gustare attraverso i suoi frutti. Quelli della vite, e della vernaccia in particolare, hanno un carattere che li rende unici che fanno il paio con la sapienza dei vignaioli di queste parti per offrire al mondo un succo d'uva all'altezza del blasone delle antiche torri. Da secoli ormai lontani la Vernaccia di San Gimignano è giunta fino a noi ed oggi si presenta al pubblico in anteprima con l'annata 2011.

Una trentina le aziende vinicole che continuano la produzione di antichi antenati. Oggi ne abbiamo scoperte alcune ed avuta la conferma di altre che si "studiano" nei corsi...


Tra queste vogliamo citare PANIZZI, che già conoscevamo, in particolare con la sua RISERVA 2008 complessa ed affascinante, ma anche con la VERNACCIA "liscia" del 2010, profumatissima. Ci ha colpito pure PIETRAFITTA ancora con la RISERVA questa volta del 2010 che può contare su di un legno che partecipa alla sinfonia corale delle note gusto-olfattive senza fare l'assolo; ma soprattutto ci ha colpito la selezione BORGHETTO 2011, quasi celestiale, anche se "c'è un po' di souvignon" ci confessa a bassa voce il canuto vignaiolo, quasi fosse un'onta. E che sia! Se i risultati son questi. Personalmente non stravediamo per il "purezzitanesimo" a tutti costi.

Ed infine il "fù MATTIA BARZAGHI", come scherzosamente lo ha chiamato l'omonimo cantiniere che lo produce, con etichetta manoscritta a causa di "assestamenti" societari ancora in corso. Già godibile l'anteprima dell'annata 2011, è sublime quella del 2010 con profumi suadenti e tutta l'acidità che vuoi senza che ti faccia male. E' il vino che avremmo comprato subito, se ce ne fosse stata la possibilità. Degna di nota pure la selezione del 2011, da risentire tra qualche tempo, meno convincente invece, a nostro modestissimo avviso, la RISERVA 2008.

domenica 19 febbraio 2012

La voglia del GRILLO: Fleur 2010 Rapitalà

Giallo tendente al dorato, profumo intenso di frutta esotica e fiori di campo, non troppo persistente. Attacco palatino suadente ed amarognolino, sapido con sentori aciduli un po' mascherati da note abboccate che spariscono sorso dopo sorso per poi ripresentarsi e così via in un gioco altalenante di morbidezza ed acidità, va e viene, va e viene, va e viene...


Vino: FLEUR
Alcool: 12,5%
Denominazione: SICILIA IGT
Annata: 2010
Vitigni: Grillo
Produttore: Rapitalà
Regione: Sicilia
Tipologia: Bianco
Prezzo: 6,90 €

Valutazione:

domenica 12 febbraio 2012

Ripassiamo un po': Ripasso 2008 Antolini

La vinificazione usata dalla famiglia Antolini prevede che il valpolicella venga ripassato dopo alcuni mesi sulle vinacce dolci del recioto per poi essere messo, cinquanta & cinquanta, in barrique e  inox. Altri produttori ripassano invece su vinacce di amarone; l'uso del recioto è probabilmente voluto per dare una tipicità originale al ripasso spesso superficialmente catalogato come "amarone dei  poveri".  
Questo Ripasso 2008 scende nel bicchiere e si mostra di color rubino tendente al granato, gli archetti rivelano all'occhio il livello alcolico (14,5%). Appena stappato il vino, l'alcool abbandona la bottiglia e tira fuori un profumo marascoso a livello di uno cherry, una volta presa aria si "respira" per un po' odor di spezie. Poi la liquirizia prende il primo posto nella percezione olfattiva e si alterna a caffè tostato e frutta rossa matura. Il primo sorso dimostra una scorrevolezza impressionante, va via come l'olio! Ma arrivati a questo punto termina la fase di "analisi" e si passa a vedere se l'abbinamento è stato azzeccato, accanto alla bottiglia c'è infatti un piatto fumante di pappardelle al ragù di cinghiale... alla prossima!

Vino: Ripasso 
Alcool: 14,5%
Denominazione:  DOC Valpolicella Classico Superiore
Annata: 2008
Vitigni: Corvina, Corvinone, Rondinella 
Produttore: Antolini
Regione: Veneto
Tipologia: Rosso
Prezzo: 12 €
Valutazione:  

giovedì 9 febbraio 2012

Te lo do io il promemoria! Ronco si... ma delle mele!!

Gli scantinati tornano a stappare alla grande. Tre le bottiglie degne di nota, tutte di Venica. L'azienda del Collio ha un'offerta incredibilmente ampia. La degustazione, la prima delle due previste per la stessa cantina, si è concentrata su: Ronco del ceròRonco delle Mele e Bottaz.
Siamo partiti dal Ronco del Cerò 2010, sauvignon doc Collio: vino ben fatto, si presenta paglierino, intenso e con un'acidità da manuale...un sorso tira l'altro (ma senza esagerare!).

Il Ronco delle Mele è una vera star del vino, un fuori classe dei bianchi, sauvignon 2010 anche lui, paglierino anche lui, fine, sapido, pieno... stupendo! nel bouqet olfattivo si fanno notare l'agrume, il vegetale acerbo, il minerale...terreno e vinificazione evidentemente lo elevano di parecchio rispetto al Ronco del Cerò, che è già un gran bel vino.
Prima volta invece per un Refosco dal peduncolo rosso: buona la prima!
Si presenta con un colore rosso rubino. Al naso arrivano aromi intensi: frutta rossa, prugna, vaniglia, tabacco, cioccolato... Il tannino si fa sentire, ma non guasta affatto.. il finale è godibilissimo.
Felice di aver attivato un contatto direttamente con Giampaolo Venica che, prima o poi, dovremo andare a trovare direttamente in Cantina!

Venica DOC Collio 2010 Sauvignon Ronco delle mele

Venica DOC Collio 2010 Sauvignon Ronco del cerò


Venica IGT VENEZIA GIULIA 2008 Refosco Bottaz